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Soia: valorizzare l’agricoltura italiana tra filiera alimentare, sostenibilità ed energie rinnovabili

10 Maggio 2024
Tempo di lettura: 1 min

Oltre ad essere uno dei principali consumatori di farine di soia non-Ogm, l’Italia è anche il primo produttore europeo di semi di soia non-Ogm, con oltre 1,1 milioni di tonnellate prodotte nel 2023 e una superficie coltivata superiore ai 300 mila ettari. Come viene utilizzata questa preziosa fonte proteica?

Circa l’80% della soia trova applicazioni nel settore zootecnico, come farine vegetali proteiche per la nutrizione animale, necessarie per l’approvvigionamento di diverse filiere agroalimentari, come carni, salumi, latte e prodotti caseari. Dal processo di lavorazione di questi prodotti deriva però anche un sottoprodotto strutturale, l’olio di soia, che non ha utilizzi alimentari, ma che ha interessanti applicazioni in ambito energetico, in un’ottica di circular economy.

La soia italiana è una materia prima strategica: il settore presenta quindi margini di crescita significativi e opportunità da cogliere per il sistema agricolo nazionale, anche in relazione alla diffusione di tecniche agronomiche a minor impatto, e per le industrie a valle. Nonostante produzioni locali in crescita negli ultimi anni, Italia ed Europa restano cronicamente deficitarie di proteine vegetali e sono costrette ad importare circa 2/3 del proprio fabbisogno, stimato in 3,5 milioni di tonnellate.

Il progetto 3A+ di Cereal Docks: Agricoltura, Alimentazione, Ambiente

Per ridurre questo deficit e valorizzare i prodotti dell’agricoltura italiana, Cereal Docks lancia il Progetto 3 A+ Agricoltura, Alimentazione, Ambiente e propone ai 18 mila agricoltori conferenti diretti o indiretti, di partecipare alla filiera nazionale soia in secondo raccolto tracciata e sostenibile per cogliere le opportunità della diversificazione produttiva e i vantaggi che derivano da pratiche agronomiche più rispettose dell’ambiente e della fertilità del suolo.

+ Premialità

Per la prossima campagna semine, Cereal Docks riconosce una premialità da destinare ai produttori agricoli che aderiscono al Progetto 3 A+ e che contribuiscono alla diffusione di pratiche agronomiche come la semina diretta su sodo, la semina con Strip tillage o la semina con minima lavorazione, che garantiscono una sostenibilità senza compromessi sulle produzioni, massimizzando la redditività dell’azienda agricola.

+ Opportunità per le aziende agricole

Il Progetto 3A+ offre agli agricoltori diversi vantaggi, a cominciare da un’attenta programmazione colturale e diversificazione produttiva per ripartire i rischi climatici e di mercato, con la sicurezza di collocazione del raccolto e una premialità che si aggiunge al prezzo fissato. La soia in secondo raccolto dà la possibilità di accedere alla deroga temporanea del “set aside” e a tutte le premialità previste dalla nuova Pac 2023-2027.

+ Agricoltura efficiente e a basse emissioni

Grazie a tecniche colturali come la semina diretta su sodo, la semina con Strip tillage o semina con minima lavorazione è possibile ridurre i costi colturali (e le emissioni di CO2) e contemporaneamente puntare all’aumento della redditività.

La riduzione della pressione della flora spontanea e della pressione fitopatologica specifica della soia favorisce una minor necessità di input chimici esterni. Inoltre, le ridotte necessità idriche di questa coltura determinano la riduzione della water footprint.

La soia in secondo raccolto ben si adatta ad un’agricoltura rispettosa dell’ecosistema, perché ha impatti positivi sulla salute del suolo, sul risparmio di risorse naturali come l’acqua, ma anche sulla fissazione del carbonio al suolo.

L’applicazione di queste tecniche colturali è anche un modo per tutelare la risorsa più importante: il suolo e il miglioramento della sua fertilità grazie all’effetto pacciamante dei residui culturali.

Non solo, risultato fondamentale è anche il controllo dell’erosione superficiale del terreno e il contenimento della perdita di umidità dal suolo per evaporazione.

+ Sostenibilità ambientale

Adottare tecniche come le minime lavorazioni consente di ridurre le emissioni di CO2 del 15-20% rispetto ai metodi convenzionali (stime GHG Calculation tool Biograce) e al contempo contribuire al sequestro di CO2 e fissazione del carbonio al suolo.

L’agricoltura, attraverso pratiche come la diversificazione colturale e la rotazione delle colture può svolgere un ruolo fondamentale anche nella conservazione della biodiversità, che a sua volta partecipa a mantenere gli ecosistemi agricoli in salute.

+ Economia circolare

Oltre a essere una fonte proteica strategica per tutto il comparto alimentare, l’olio di soia – circa il 18% del prodotto derivante dalla spremitura dei semi non ha finalità alimentari - rientra nella classificazione dei bioliquidi come Oli Vegetali Puri (OVP).

In Italia si producono circa 180.000 tonn. annue di oli vegetali che costituiscono una fonte energetica rinnovabile, sostenibile (con un risparmio di emissioni di gas serra stimato tra il 55% e il 65%), stoccabile e Made in Italy.

La filiera nazionale agroenergetica dei bioliquidi OVP crea sinergie tra diversi settori economici: agricoltura, industria di prima trasformazione dei semi, industria mangimistica. La produzione agricola si integra con l’industria, che trasforma i semi in farine ed olio, poi le farine sono utilizzate per la produzione di mangimi destinati alla zootecnia, mentre gli operatori elettrici impiegano l’olio vegetale per generare energia elettrica e termica.

L’olio di soia ha un forte potenziale anche come materia prima per biocarburanti sostenibili, data la provenienza italiana ed europea da aree non soggette a deforestazione e può essere impiegato in purezza previa idrogenazione (HVO) nei mezzi pesanti omologati, contribuendo alla transizione sostenibile del comparto dei trasporti.

Oggi, esistono le condizioni per creare un modello di filiera agroalimentare e agroenergetica integrata, basata in particolare sulla soia, una coltura che garantisce il giusto equilibrio fra la produzione destinata all’agroalimentare e quella per usi energetici, rafforzando la produzione  nazionale e contribuendo al contrasto ai cambiamenti climatici grazie alle buone pratiche agronomiche.

 


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