Nello scorso mese di ottobre, il Comune di Vicenza ha presentato ufficialmente al Ministero della cultura il progetto di candidatura a capitale italiana della cultura 2024, che trae ispirazione dalla metafora della “fabbrica”, luogo dell’ingegno, dell’innovazione, della relazione. “La cultura è una bella invenzione” recita il titolo che accompagna il dossier richiamando il concetto palladiano di invenzione come atto creativo e costruttivo frutto dell’ingegno umano.

Un’invenzione che non si limita solo al processo creativo generato dall’ingegno in campo artistico ma che si allarga abbracciando anche la creatività dell’impresa: cultura e lavoro, due componenti storicamente centrali dell’identità vicentina, diventano così entrambe protagoniste nel progetto di candidatura a capitale italiana della cultura 2024 di Vicenza.

Questo connubio ideale tra cultura e impresa è stato al centro dell’intervista a Giovanni Fanin, finance and risk manager di Cereal Docks Group, pubblicata sul quotidiano Il Giornale di Vicenza del 30 dicembre 2021 a firma di Giulia Armeni.

Per il Gruppo Cereal Docks l’adesione al progetto di candidatura di Vicenza a Capitale della cultura 2024 è stata una scelta naturale e la prosecuzione di un impegno iniziato nel 2019, quando Cereal Docks ha finanziato attraverso l’Art Bonus la realizzazione dell’allestimento del ciclo di mostre in Basilica palladiana, che in questi giorni ospita la Mostra attualmente in corso dedicata alla “Fabbrica del Rinascimento”.

“Nel dossier di Vicenza Capitale – spiega Giovanni Fanin nell’intervista – c’è un parallelismo che, come imprenditore, condivido in toto: la similitudine tra il processo creativo e quello di creazione di un’impresa. In entrambe queste due anime dell’identità vicentina, troviamo, alla base di tutto, un’intuizione, un’idea che poi con l’ingegno si trasforma in dipinto, scultura, opera architettonica, oppure in un prodotto, capace di soddisfare necessità concrete, bisogni o aspettative emergenti. Nel nostro caso, come azienda che produce ingredienti per l’alimentazione, possiamo veramente dire che l’ingegno dei fondatori ha creato i presupposti per un progetto imprenditoriale di successo”.

La candidatura a capitale italiana della cultura chiama in causa direttamente il mondo imprenditoriale e Cereal Docks Group, che nel 2021 ha deciso di diventare Società Benefit, risponde presente. “Le attività, i progetti, gli interventi realizzati negli ultimi anni rispondono ad un impegno ‘civile’ che da qualche mese è stato messo nero su bianco a livello statutario – aggiunge Giovanni Fanin -. Come azienda del territorio sentiamo la responsabilità del nostro ruolo che non è solo quello essere competitivi sui mercati e di creare valore, ma è anche quello di partecipare alla vita sociale e culturale, sostenendo, proponendo e partecipando attivamente a nuovi progetti”.

 

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