Raccontare alcune delle esperienze più interessanti di applicazione dell’intelligenza artificiale nel mondo produttivo, in particolare nell’ambito della fabbrica predittiva, per conoscerne le potenzialità e aprire la strada a questa nuova trasformazione digitale del processo produttivo.

L’occasione buona arriva con il libro “Storie di Fabbrica Predittiva”, realizzato in collaborazione con Harvard Business Review da MIPU Predictive Hub, un gruppo di aziende la cui missione è di portare la predizione nelle fabbriche e nelle città per ridurre sprechi, costi e difficoltà e per valorizzare l’esistente. Il volume, recentemente presentato, raccoglie le voci di molti protagonisti di piccole, medie e grandi realtà produttive italiane che hanno deciso di investire nella manutenzione predittiva per offrire una produzione più efficiente, sostenibile ed inclusiva.

 

Tante le aziende intervenute in questo racconto collettivo dedicato ad un nuovo modello connesso e predittivo: nei più di 10 case history narrati nel volume troviamo anche il Gruppo Cereal Docks, oltre ad aziende come Benetton Group, Unicredit, Edison, Ivar ed Enercom.

 

La manutenzione predittiva è una delle applicazioni di frontiera che sfrutta nuove tecnologie come big data, Internet of things, intelligenza artificiale e modelli matematici, per monitorare costantemente le condizioni di impianti e macchine grazie a sensori che forniscono dati in tempo reale in grado di predire quando sarà necessaria operarne la manutenzione in modo da prevenire guasti.

 

“La scelta di Cereal Docks di puntare sulla digitalizzazione e sulla manutenzione predittiva – spiega nell’intervista contenuta nel volume Mauro Fanin, Presidente e Amministratore delegato di Cereal Docks – ha portato la nostra azienda ad innovare il proprio modello operativo da azienda gestita ad azienda guidata. Abbiamo messo in campo una serie di investimenti sia di natura digitale sia di carattere organizzativo puntando da un lato sull’idea della leadership diffusa e dell’open innovation, dall’altro sull’infrastruttura informatica dell’azienda e sul personale dedicato a questa funzione. La svolta poi è arrivata concentrandoci sulla raccolta del dato e sulla sua elaborazione in informazione per governare lo sviluppo di ogni area aziendale”.

 

Il percorso di Cereal Docks verso la fabbrica predittiva è iniziato con un censimento che ha portato alla digitalizzazione del manuale di ogni macchina presente negli impianti, creando così una prima base di dati utili, codificati con codice a barre, per conoscere tempistiche e caratteristiche dei vari interventi di manutenzione. In seguito gli ingegneri hanno installato una serie di sensori che rilevano diverse variabili, ad esempio le vibrazioni.

 

I dati raccolti sono stati poi elaborati attraverso degli algoritmi in grado di analizzare big data e restituire analisi predittive, anticipando le dinamiche che interesseranno quella macchina o quel motore nei mesi a venire. Queste ispezioni vengono ripetute almeno 3 volte all’anno per avere sempre un quadro aggiornato dello stato di salute degli asset produttivi aziendali.

 

Clicca qui per leggere l’intervista completa di Mauro Fanin contenuta nel volume “Storie di Fabbrica Predittiva”.