Cereal Docks completa l’acquisizione dell’oleificio di Roverchiara, in provincia di Verona, dedicato alla produzione di oli vegetali e panelli proteici da agricoltura biologica. Viene così ultimato il percorso iniziato nel 2019 con l’affitto del ramo d’azienda dalla società O.F.D. Spa, che aveva consentito la ripresa dell’attività produttiva dell’impianto, salvaguardando l’occupazione.

L’operazione, del valore di circa 11 milioni, porta Cereal Docks Group ad aggiungere un ulteriore tassello alla strategia di diversificazione del suo portfolio prodotti prevista nel Piano per la crescita 2021-2024, affidando lo sviluppo del business nel mercato internazionale dei prodotti biologici alla società controllata Cereal Docks Organic.

“Vogliamo portare anche nel segmento biologico l’esperienza ormai quarantennale, la solidità e l’affidabilità del Gruppo Cereal Docks, leader in Italia e tra i principali player europei nel mercato dei semi oleosi e nel trading dei cereali – afferma Giacomo Fanin amministratore delegato di Cereal Docks Organic –. Lo faremo valorizzando il lavoro degli agricoltori, con i quali intendiamo rafforzare la partnership, investendo in qualità, grazie a nuove dotazioni tecnologiche per il laboratorio interno, all’adesione agli standard internazionali più elevati di sicurezza alimentare e a schemi volontari specifici per i prodotti biologici. Come ulteriore garanzia di trasparenza, stiamo applicando sistemi di tracciabilità ‘rinforzata’ alle nostre filiere biologiche, per la totale integrazione di tutte le fasi produttive, dal campo al prodotto.”

Nello stabilimento di Roverchiara, dove lavorano attualmente 19 addetti, viene realizzato l’intero ciclo di trasformazione dal seme al prodotto, a garanzia della completa integrazione della filiera biologica. Oltre all’oleificio, l’impianto è dotato di soluzioni tecniche e impiantistiche di ultima generazione per la produzione di ingredienti innovativi destinati all’industria alimentare, in particolare proteine vegetali di alta qualità, come farine criomacinate gluten-free e testurizzati vegetali proteici.

Oggi, Cereal Docks Organic guarda ai mercati internazionali e alle opportunità nel settore degli oli derivati dalla spremitura a freddo di semi biologici italiani di soia, colza e girasole, ma anche alla nicchia degli oli speciali biologici, come l’olio di camelina o l’olio di lino.

“La domanda di salubrità unita al diffondersi di svariati regimi alimentari ispirati ad altre culture – spiega Giacomo Fanin – hanno portato ad una presenza sempre più frequente degli oli speciali sugli scaffali dei supermercati. Quella che vogliamo realizzare è una combinazione virtuosa: per le finalità salutistiche è molto meglio che gli oli siano biologici, offrendo in più l’opportunità di una diversificazione colturale a beneficio dell’ambiente e dell’agricoltore”.

Le prospettive per quanto riguarda i consumi di prodotti biologici sono positive. L’Europa con oltre 40 miliardi di vendite registrati nel 2019 è il secondo mercato al mondo dopo gli USA.  “Questo dato – continua Fanin – ci fa guardare al futuro con ottimismo: puntiamo a raddoppiare nostro fatturato, superando i 30 milioni entro il prossimo biennio”.

Cereal Docks Organic è inoltre impegnata anche nel mercato delle proteine vegetali, come la soia testurizzata in forma di macinato o bocconcini, prodotta tramite l’estrusione di farine proteiche concentrate e/o isolate e utilizzata come ingrediente per la produzione di speciali hamburgers vegani, ragù, polpette e spezzatini a base di proteine vegetali.

“Lo sviluppo di ingredienti vegetali per il mercato dei prodotti alternativi o complementari alle proteine animali è uno dei nostri focus strategici – continua Fanin –.  Un recente studio di Boston Consulting Group stima che nel 2035 queste tipologie di prodotti costituiranno l’11% del mercato mondiale delle proteine, con un fatturato pari ad almeno 290 miliardi di dollari. Come Gruppo da sempre attivo negli ingredienti derivati dal mondo vegetale la consideriamo una grande opportunità, da cogliere per dare ancora più valore alle filiere agricole, tradizionali o innovative, mettendo in campo le nostre competenze e il rapporto di fiducia che ci lega agli agricoltori”.

Leggi l’articolo uscito su il Corriere del Veneto