Negli ultimi anni Porto Marghera ha intrapreso un percorso per rilanciare la propria area industriale mantenendo una relazione armoniosa tra l’ambiente territoriale (terrestre, marino e urbano) e lo sviluppo di attività economiche e produttive.

L’edizione 2019 dei RegioStars Awards, premio europeo nato per celebrare i progetti più innovativi finanziati dalle politiche di coesione territoriale messe in campo dalla Commissione Eurpoea, ha certificato la bontà del lavoro svolto a Marghera premiando il progetto “GreenerSites”, del programma Interreg Central Europe che ha visto la partecipazione di 11 partner di 5 paesi diversi dell’Europa centrale, coordinato dal Comune di Venezia.

L’obiettivo del progetto GreenerSites, conclusosi lo scorso luglio, era in primo luogo l’elaborazione di nuove strategie per la riqualificazione ambientale e la riattivazione di siti industriali in disuso al fine di migliorarne la gestione ambientale e incrementare la vivibilità delle aree limitrofe. Al successo del progetto ha contribuito anche l’investimento realizzato da Cereal Docks nel 2011, quando ha acquisito l’ex impianto di via Banchina Molini dalla multinazionale americana Bunge, avviando un piano di investimenti di circa 60 milioni di euro per il completo revamping dello stabilimento.

I lavori di ammodernamento hanno permesso non solo di raddoppiare le capacità produttiva dello stabilimento ma anche di completare un importante rafforzamento del sistema logistico del Gruppo. L’impianto di Porto Marghera è infatti naturalmente rivolto al commercio internazionale ed è adatto a ricevere e trasformare semi di soia provenienti da diverse aree del mondo, grazie alla nuova banchina di sbarco affacciata sul canale industriale Ovest, con uno spazio acqueo che consente l’accosto di navi Panamax fino a 240 metri di lunghezza e al nuovo scaricatore meccanico, appositamente studiato per i cereali, con una capacità di 800 tonnellate/h (circa 18.000 TM/giorno di media).

Punto focale che unisce produttività e sostenibilità è proprio l’efficienza logistica, e l’integrazione tra trasporto via nave, gomma e rotaia. La possibilità di fare affidamento su infrastrutture e servizi di trasporto più efficienti è infatti uno dei prerequisiti più importanti per aiutare le aziende dell’area industriale di Porto Marghera a continuare a crescere, sviluppando le loro potenzialità commerciali in Italia e verso l’estero, mettendo a valore quello che nei secoli ha sempre contraddistinto Venezia: essere testa di ponte verso l’Est e verso il Nord del mondo.