La scorsa settimana Cereal Docks ha organizzato un incontro con l’europarlamentare Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura e lo sviluppo rurale impegnato in questi mesi nel team negoziale che ha portato all’approvazione della Pac 2023-2027, per descrivere i risultati raggiunti nell’accordo politico e i risvolti che porterà la riforma una volta approvata in via definitiva.

Presente all’incontro organizzato nella sede centrale del Gruppo a Camisano Vicentino, anche il professor Angelo Frascarelli, docente di Economia e Politica Agroalimentare dell’Università di Perugia, che nel suo intervento si è concentrato sui possibili impatti della nuova politica agricola comunitaria per il sistema agroalimentare italiano.

La nuova Politica agricola comune è il frutto di oltre tre anni di negoziati tra Commissione europea, Consiglio e Parlamento e si compone di due pilastri fondamentali: l’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, per garantire il supporto necessario alla transizione verso un’agricoltura sostenibile, e le politiche di sviluppo rurale, per premiare l’agricoltura innovativa e la sicurezza alimentare, fronteggiando le sfide provenienti dal mutamento climatico.

Nei prossimi anni, poco meno del 32% del budget comunitario sarà destinato alle politiche agricole, una somma importante, che mobilita complessivamente circa 387 miliardi di euro. Per l’Italia, oltre ai 40 miliardi di fondi Ue, saranno disponibili 11 miliardi di cofinanziamento nazionale: portando così le risorse complessive disponibili a 51,5 miliardi di euro. Risorse la cui spesa dovrà essere attentamente pianificata nel Piano strategico di azione nazionale, lavorando in sinergia con tutti gli attori della filiera agricola.

Elemento prioritario della nuova PAC continuerà ad essere il sostegno al reddito – ha spiegato l’on. De Castro nel corso dell’incontro –. Oltre il 75% degli aiuti sarà infatti destinato al primo pilastro e ai pagamenti diretti agli agricoltori: per l’Italia questo significa 3,63 miliardi di euro l’anno da destinare al sostegno delle aziende agricole, in funzione della loro dimensione in ettari. Una svolta importante arriva con gli eco-schemi: gli Stati membri dovranno infatti destinare almeno il 25% del loro bilancio di sostegno al reddito agli eco-schemi (che andranno definiti nel Piano strategico di azione nazionale), per un totale di 48 miliardi di euro del bilancio dei pagamenti diretti. Inoltre, almeno il 35% dei fondi per lo sviluppo rurale sarà rivolto a progetti agroambientali, che promuovono pratiche di sostenibilità e di tutela del benessere degli animali”.

Da non sottovalutare anche l’impegno, che va a costituire un inedito terzo pilastro della PAC, nella dimensione sociale: il rispetto delle norme europee in materia di diritto dei lavoratori sarà infatti un elemento vincolante per l’erogazione dei fondi. Inoltre, vale la pena ricordare anche le misure contenute nel nuovo regolamento sull’organizzazione comune dei mercati: misure come l’etichettatura del vino e la programmazione produttiva estesa a tutti i prodotti Dop e Igp permetteranno maggiore trasparenza per i consumatori e una maggiore efficacia nel contrastare la volatilità dei mercati, senza violare le norme sulla concorrenza.

Le politiche europee confermano dunque la validità del percorso intrapreso da Cereal Docks che considera l’impegno nelle filiere come uno degli elementi fondamentali del piano strategico al 2024 recentemente presentato. Un impegno iniziato nel 2012, anno in cui Cereal Docks lavora alla creazione di filiere tracciate e sostenibili di cereali e semi oleosi certificate secondo lo schema DTP112 di CSQA, con lo scopo di diminuire gli impatti sull’ambiente attraverso pratiche di coltivazione responsabili, il rispetto dell’ecosistema ma anche dei diritti dei lavoratori.

«Affrontiamo il tema della sostenibilità – ha affermato il Presidente del Gruppo Mauro Fanin – per dare all’azienda un vantaggio competitivo, oltre che per migliorare il nostro impatto su ambiente e società. Fondamentale è mantenere un filo diretto con gli agricoltori, per essere sempre sintonizzati con i trend dell’innovazione e della sostenibilità. Di sicuro, oggi è aumentata la consapevolezza dell’importanza di proteggere e conservare l’ambiente attraverso metodi di coltivazione responsabili che preservino il patrimonio più prezioso di ogni agricoltore: il suolo e la sua fertilità. Da qui possiamo ripartire verso obiettivi ancora più sfidanti».

«Ora – ha detto in chiusura dell’incontro De Castro – ci aspetta la battaglia per la Farm to fork e la biodiversità, occorrerà fare delle analisi di impatto e individuare strumenti alternativi e concreti per gli agricoltori, ad esempio dando seguito allo studio sulla genetica non ogm».

 

 

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