Crisi Ucraina, supply chain alimentari a rischio

L’invasione russa in Ucraina, al cui popolo Cereal Docks Group esprime la propria solidarietà, sta causando, oltre al dramma che ha colpito la nazione, anche gravi danni al sistema economico e al commercio internazionale.

Oltre ai problemi relativi alle forniture energetiche, un’ulteriore minaccia arriva dalle ripercussioni sulla supply chain alimentare derivanti dalle difficoltà di approvvigionamento e dall’aumento dei prezzi delle materie prime, che potrebbero presto ricadere su aziende, agricoltori e consumatori.

Cereal Docks condivide le preoccupazioni espresse dalle principali associazioni di imprese del settore, Coceral a livello europeo, Anacer e Assitol a livello nazionale, che in questi giorni hanno manifestato agli organismi europei e ai ministeri competenti i timori per gli effetti che avrebbe il perdurare della crisi.

L’Ucraina è un fornitore chiave di cereali e semi oleosi per i mercati alimentari e zootecnici dell’UE, rappresentando circa 1/3 dell’offerta globale di queste materie prime e piazzandosi al primo posto tra i Paesi esportatori di olio di girasole. Le importazioni dell’UE dall’Ucraina di olio di semi di girasole, mais, colza e grano tenero, coprono rispettivamente l’88%, 54%, 39% e 22% delle importazioni totali dell’UE in media negli ultimi 5 anni e, come spiega Assitol, Associazione Italiana dell’Industria Olearia, non è possibile per il sistema nazionale rifornirsi di simili quote da Paesi alternativi.

Molti di questi prodotti sono utilizzati dagli agricoltori dell’UE come mangimi e la loro carenza aggraverebbe gli effetti negativi dell’aumento dei costi di produzione sugli agricoltori sia nel settore animale che in quello delle colture, a cui andrebbe a sommarsi l’ulteriore emergenza causata dell’aumento dei costi energetici.

L’Italia, e in generale tutto il Sud Europa, dipendono in modo particolare dalle importazioni: circa il 50% del fabbisogno italiano di materie prime di origine agricola è oggi importato, e, nel 2021, l’import italiano di materie prime agricole dall’Ucraina ha generato movimenti per circa 248 milioni di euro.

Per garantire la sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti, il Gruppo Cereal Docks affianca allo sviluppo delle filiere italiane l’attività di import di materie prime, che vengono poi processate negli stabilimenti italiani dell’azienda – spiega Giorgio Dalla Bona, CEO di Cereal Docks International, azienda del Gruppo dedicata al trading internazionale di materie prime di origine agricola e dei prodotti derivati -. Seguiamo con molta attenzione l’evoluzione di questa vicenda. Sappiamo bene però che un ulteriore inasprimento della crisi potrebbe avere come conseguenza la carenza di disponibilità di materie prime provenienti da quell’area”.

La strategia di attuare una forte diversificazione delle aree di approvvigionamento intrapresa da Cereal Docks, i cui approvvigionamenti provengono da diverse regioni del mondo, in primis Usa, Canada e Sud America, fino ai Paesi dell’area centro ed est europea, consente all’azienda di limitare l’impatto della crisi almeno nell’immediato. Sensibili invece, come ricordano anche Coceral e Anacer, sarebbero gli aumenti dei prezzi globali delle materie prime, che già hanno visto in questi mesi toccare record importanti, con ricadute a valle della filiera, fino al consumatore finale.

 

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