L’impegno del Gruppo Cereal Docks nella responsabilità sociale d’impresa si rafforza con un nuovo progetto. Si tratta della campagna Art Bonus “Mecenati di oggi per l’Italia di domani”, con cui il Gruppo sostiene la realizzazione degli allestimenti delle mostre d’arte in Basilica Palladiana, un progetto triennale promosso e organizzato dal Comune di Vicenza in collaborazione con l’Accademia Olimpica, il Palladio Museum e la Fondazione Teatro Comunale. Dal 2019 al 2021 infatti la Basilica ospiterà tre esposizioni in grado di coniugare il rigore scientifico all’originalità, tre momenti culturali che partendo da Vicenza e dal suo passato raccontano storie universali.

La prima esposizione, dedicata al “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” è stata inaugurata giovedì 6 dicembre 2019 alla presenza del sindaco di Vicenza Francesco Rucco, dell’Assessore alla cultura Simona Siotto e della curatrice della mostra, Stefania Portinari.

Cereal Docks Group ha sostenuto la realizzazione dell’allestimento per il percorso espositivo che si snoda nel salone superiore, il cuore del monumento simbolo di Vicenza. L’allestimento, ideato dall’architetto Antonio Ravalli di Ferrara, è concepito per essere flessibile e riutilizzabile, affinché il monumento simbolo dell’identità culturale della città sia sempre fruibile, anche in occasione di esposizioni temporanee. All’interno del grande salone, le quinte scenografiche che ospitano le opere si trasformeranno in un parallelepipedo alto 3,5 metri che, in assenza di mostre, consentirà di leggere nella sua interezza l’architettura e la copertura a carena di nave rovesciata. Il cubo diventerà una sorta di enorme schermo dove saranno proiettati alcuni video che raccontano la storia della Basilica stessa,

In occasione di esposizioni temporanee, invece, la struttura viene scomposta in quattordici pareti autoportanti, contenenti i sistemi di condizionamento e impianti di illuminazione integrati, che consentono di rispettare livelli di regolazione microclimatica, illuminotecnica e di sicurezza necessari per la conservazione adeguata delle opere esposte.

Con questo nuovo progetto culturale, Cereal Docks Group intende condividere un percorso di reciproco arricchimento con i suoi stakeholder: i collaboratori e le loro famiglie, la cittadinanza, i giovani, le istituzioni, i clienti, il mercato. Sarà un viaggio nella storia, nell’arte e nel mondo dell’impresa guidato dall’ambasciatore vicentino più conosciuto nel mondo, Andrea Palladio.

La mostra

Una delle correnti di pittura più affascinanti degli anni Venti è quella del “Realismo Magico“, in cui la visione della realtà è immersa in un’atmosfera di meraviglia e di attesa, che in Italia è affiancata dalle ricerche degli artisti riuniti nella definizione di “Novecento Italiano”, che declinano la loro arte evocando anche memorie della classicità e del Rinascimento.

Tale esaltante alleanza tra modernità e classicità è preceduta da una riflessione profonda sui rinnovamenti della pittura che sono avvenuti a Vienna e a Parigi tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, in particolare da suggestioni della Secessione Viennese guidata da Gustav Klimt, dal simbolismo e dall’espressionismo, in cui le donne sono raffigurate come fanciulle, muse dormienti, ninfe leggiadre o seduttrici, come dentro un sogno di fiaba. Non a caso la mostra si apre con la leggendaria ‘Giuditta’ di Klimt.

Quelle raffigurazioni pervadono le ricerche di molti protagonisti dell’arte italiana e trovano riscontro in particolare a Venezia, dove quelle influenze fioriscono nelle mostre di giovani artisti che si tengono a Ca’ Pesaro, dove espongono tra gli altri Vittorio Zecchin, Felice Casorati e Mario Cavaglieri, profondamenti influenzati dall’impatto di Klimt, che ha anche una sala personale alla Biennale di Venezia del 1910. Altri, come Arturo Martini, Gino Rossi o Guido Cadorin, seguono la strada indicata dal post-impressionismo o dal cubismo. Da quelle meravigliose scoperte prende avvio un mondo nuovo, un’arte che non si era mai vista, che emana ispirazioni ardite e inebrianti follie, un’idea spregiudicata che innerva la Belle Époque e scorre, rinnovata e intensa, nel primo dopoguerra.

Ubaldo Oppi (Bologna 1889 – Vicenza 1942) è un protagonista assoluto di quegli anni, uno degli artisti più famosi tra l’Europa e gli Stati Uniti: a Parigi conosce Modigliani allo sbando, ha un flirt con la modella Fernande Olivier, che lascia Picasso per fuggire con lui, viene rapito dai colori intensi e dalle pennellate fauves di Kees van Dongen, dai segni sinuosi di Matisse.

Negli anni Venti crea affascinanti ritratti di donne, dalle Amiche all’amata moglie Delhy, che vengono acquistate in collezioni favolose. Dalla Biennale di Venezia al Salon d’Automne di Parigi, dal prestigioso Premio Carnegie a Pittsburgh alla Mostra della Secessione nel Glaspalast di Monaco di Baviera, è conteso da curatori e intellettuali.

Assieme a lui si muovono nel panorama più avvincente dell’arte protagonisti, tra gli altri, quali Felice Casorati, Mario Sironi, Antonio Donghi, Cagnaccio di San Pietro, Achille Funi, Piero Marussig, Mario Cavaglieri, Guido Cadorin, Massimo Campigli.

RITRATTO DI DONNA.

Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi

Vicenza, Basilica palladiana, 6 dicembre 2019 – 13 aprile 2020

a cura di Stefania Portinari

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