Nei giorni scorsi Barbara Ganz, giornalista e corrispondente dal Nord-Est del quotidiano economico Il Sole 24 Ore si è occupata, sul suo blog “Il cielo sopra San Marco”, della certificazione RTRS (Round Table Responsible Soy) ottenuta dallo stabilimento Cereal Docks di Marghera.

Cereal Docks Marghera è la prima azienda italiana del settore della trasformazione delle materie prime agricole a certificare la soia importata dal Brasile come soia sostenibile, ovvero coltivata senza depauperare l’ambiente e le risorse naturali.

La Round Table Responsible Soy è uno schema volontario basato su elevati standard di sostenibilità per garantire che la soia, sia come materia prima che come derivati, abbia origine da un percorso ecologicamente corretto, socialmente responsabile ed economicamente sostenibile.

Grazie alla certificazione RTRS, Cereal Docks può garantire ai propri clienti che le farine, gli oli e le lecitine di soia prodotti nel proprio stabilimento di Marghera e destinati alle filiere food, feed e biocarburanti, provengono da soia ottenuta da pratiche responsabili, senza azioni di disboscamento o depauperamento selvaggio delle risorse naturali né violazione dei diritti umani.

“Siamo rimasti molto colpiti dai devastanti incendi accaduti in Amazzonia – spiega nell’articolo Giacomo Fanin, Group Business Development Manager – e abbiamo pensato che, anche se siamo lontani da quella zona del mondo, non potevano restare indifferenti. La deforestazione avviene per due motivi: per fare spazio all’allevamento di bestiame e per la coltivazione di soia. La nostra fabbrica di Porto Marghera importa dal Sud America circa il 30-40%  della soia, per sei mesi all’anno. La certificazione – ha concluso Fanin – ci garantisce che la provenienza non sia riferibile a terreni deforestati”.

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