Tempo di nuove nomine in COCERAL, l’associazione europea che rappresenta il comparto dell’approvvigionamento, della distribuzione, dell’importazione ed esportazione di materie prime agricole, che nei giorni scorsi ha riconfermato nel ruolo di Presidente Philippe Mitko Head of Public Affairs di InVivo e in quello di Vice Presidente il CEO di Cereal Docks International, Giorgio Dalla Bona. Nuova nomina invece per l’altro Vice Presidente, Olivier Calvar, Regional Manager della società Viterra.

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Un nuovo punto di riferimento per il conferimento di cereali (mais, grano tenero-duro, orzo) e semi oleosi (soia, girasole, colza) per gli agricoltori che operano nei territori limitrofi a Carmignano di Sant’Urbano, in provincia di Padova. Si tratta del nuovo centro di raccolta aperto da Cereal Docks negli spazi del magazzino della ditta Mercurio Import-Export in Via Valgrande 60.

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Raccontare alcune delle esperienze più interessanti di applicazione dell’intelligenza artificiale nel mondo produttivo, in particolare nell’ambito della fabbrica predittiva, per conoscerne le potenzialità e aprire la strada a questa nuova trasformazione digitale del processo produttivo.

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Sostenibilità, tracciabilità, logistica sostenibile e aumenti della produzione: sono questi secondo ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria olearia, i principali driver che guideranno lo sviluppo futuro del mercato del girasole. Tendenze di consumo e dinamiche di mercato dell’olio da semi più consumato in Italia sono state discusse nel corso del convegno promosso da Assosementi e CREA “Il futuro del girasole in Italia: le prospettive della coltura tra nuova PAC, mercato e ricerca”.

Gli effetti della pandemia        

La pandemia ha segnato un momento di rottura, svelando le contraddizioni sottostanti al mercato del girasole. “Non sempre i comportamenti a cui abbiamo assistito sono stati razionali – ha spiegato Enrico Zavaglia, Vicepresidente di ASSITOL e trading manager oil seed dept. di Cereal Docks – sono emerse tensioni reali che hanno impattato negativamente sul mercato di tutte le materie prime”. Il riferimento è alla corsa all’accaparramento di alcuni stati esterni all’UE e alle difficoltà di approvvigionamento interne alla stessa UE, che hanno finito per aggravare i timori legati alla crisi economica e alla riduzione del Pil mondiale, rendendo manifesta la problematica del deficit proteico europeo e della dipendenza dall’import per le materie prime. “Una prima strada da percorrere è quella di diversificare le modalità della logistica e l’origine dell’import – ha detto ancora Zavaglia – evitando la politica di scorte basse e aumentando la nostra produzione. Un compito che coinvolge direttamente la filiera, che è chiamata a crescere, con l’obiettivo di rilanciare la produzione di oleaginose in Italia e nella UE”.

Produzioni e consumi: alcuni numeri

Il pesante calo dell’Horeca (-37%) ha avuto un impatto importante sul settore. Sul fronte della Grande Distribuzione invece le vendite di olio di girasole sono cresciute del 5,1% grazie al maggiore consumo domestico, che però non arriva a colmare il mancato fatturato nella ristorazione. Sul fronte produttivo l’Italia ha raggiunto nella campagna 2020-2021 le 250mila tonnellate di semi di girasole, a fronte di oltre 400 mila tonnellate di seme lavorato. ASSITOL, In Italia e nella UE, è da tempo impegnata a promuovere un incremento delle superfici dedicate ai semi oleosi e, attraverso la ricerca, della loro resa, così da ridurre la quota di importazioni necessarie a garantire il fabbisogno proteico europeo.

Una filiera modello di economia circolare

Il girasole è alla base di numerosi processi produttivi, che vanno dall’olio, apprezzato dall’industria alimentare e in ambito bakery, alle farine per uso zootecnico e alle oleine, fondamentali per l’industria oleochimica ed energetica. Secondo ASSITOL, si tratta dell’olio da semi più utilizzato e apprezzato dagli italiani, soprattutto in frittura. Il consumatore italiano guarda con sempre maggiore attenzione all’origine del prodotto, al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità delle produzioni e della logistica. Una tendenza in linea con la scelta dell’industria italiana degli oli da semi, di puntare su tracciabilità, seme certificato no-Ogm e sostenibilità. La filiera dei semi oleosi è un modello di economia circolare, che incrocia alimentazione e bioenergia, riducendo al minimo il consumo delle risorse naturali.

Innovazione e capacità di comunicare

“L’industria ha saputo anticipare il mercato – è il commento di Carlo Tampieri, presidente del Gruppo oli da semi di ASSITOL -. Dopo il Covid, se vogliamo recuperare competitività, dobbiamo comunicare al consumatore le potenzialità dei nostri prodotti, raccontando al meglio il carattere ‘green’ del girasole, l’impegno delle aziende a favore delle produzioni nazionali, la riduzione degli sprechi nei processi interni e l’autoproduzione di energia verde. In questa ottica, l’innovazione diventa indispensabile per rafforzare il comparto”.

Cereal Docks Spa, con il suo stabilimento di Portogruaro (Venezia) ha ottenuto l’attestato Farm Sustainability Assessment (FSA) a livello Silver per il prodotto mais (waxy) con un progetto che ha coinvolto una filiera composta da 147 aziende agricole. 

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Ottimizzare le procedure doganali per un’azienda che opera con mercati esteri è un’azione strategica, che permette di ottimizzare i flussi delle merci migliorando la rapidità degli scambi internazionali e la valutazione dei relativi rischi connessi.

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“La vera essenza dell’agroalimentare made in Italy e la miglior ricetta per assicurarne un successo duraturo, consiste nell’abilità dei nostri produttori di selezionare le materie prime e di lavorarle nel modo migliore per realizzare prodotti capaci di soddisfare le esigenze di qualità e salute espresse dai consumatori in ogni parte del mondo”.

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Continua l’impegno di Cereal Docks Group nello sviluppo di ingredienti innovativi plant-based, concepiti per rispondere alla crescente domanda di prodotti di origine vegetale, con elevate proprietà nutrizionali e qualitative.

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Un ritrovo digitale, organizzato dall’associazione Compagnia delle Opere Agroalimentare, per discutere delle dinamiche di consumo e delle esperienze delle aziende che operano nel settore agroalimentare, nel contesto della terza ondata pandemica.

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Non di sola tradizione vive l’agricoltura: sempre più urgente anzi è la necessità di una spinta del settore primario verso l’innovazione, il solo strumento che può permettere di raggiungere gli obiettivi ambiziosi in termini di decarbonizzazione e tutela ambientale che l’Europa si è data, coniugando alti livelli produttivi, costi competitivi e maggiore sostenibilità.

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