“Ritorno alla terra”: è con questa volontà che Cereal Docks rilancia il suo impegno nelle filiere sostenibili, rinnovando l’alleanza con il protagonista dell’agricoltura di qualità e attenta all’ambiente: l’agricoltore. Per questo è importante dargli un’identità, valorizzare il suo lavoro, la sua esperienza e soprattutto la capacità di prendersi cura della terra, della fertilità del suolo, della difesa degli equilibri idro-geologici e della biodiversità.

Charlie Chaplin ci ha lasciato parole illuminanti: “la semplicità non è una cosa semplice”. È proprio così: spesso dietro alla semplicità ci sono ragionamenti complessi e processi sofisticati. Questo vale anche per Cereal Docks e per il suo impegno nell’ambito della sostenibilità, uno dei ‘grandi’ temi che ricorrono nei convegni, in televisione, nella pubblicità. Ma che cosa c’è, nel concreto, dentro alla parola sostenibilità?

In questo numero di ANEW, il nostro magazine aziendale, distribuito in occasione della seconda edizione del CEMI (Commodities Exchange Milano), lo raccontiamo, in maniera semplice ma non semplicistica. Sostenibilità e qualità sono le facce della stessa medaglia, anzi ancora di più: oggi non è più possibile pensare di produrre senza farlo in maniera sostenibile. Lo chiedono il mercato e i consumatori, ma lo chiede soprattutto il nostro pianeta, che ha estremo bisogno di cura.

In Cereal Docks, qualità, sostenibilità e tracciabilità si integrano in maniera molto forte e sempre con la volontà di rispondere alle esigenze dell’industria cliente e, in ultima istanza, dei consumatori. È attivo un sistema di gestione che controlla l’origine del prodotto fin dal campo di coltivazione, la qualità viene controllata lungo tutte le fasi produttive e sottoposta a verifica di Enti terzi che ne certificano la rispondenza ai più severi standard internazionali. Il mercato chiede sempre più garanzie di prodotti sicuri, tracciati e di origine certificata: per questo, l’impegno in sicurezza, qualità, sostenibilità dal seme alla tavola è costante, grazie anche alle sinergie tra i dipartimenti aziendali dedicati a qualità e sostenibilità. La cultura della qualità è forte a tutti livelli aziendali: l’adesione volontaria a numerosi schemi di certificazione ha portato ad un notevole aumento degli audit lungo tutta la filiera di produzione, come testimonia il Bilancio di Sostenibilità che nel 2017 attesta 192 verifiche su qualità e sostenibilità nell’ambito del Gruppo. Un impegno in linea con la crescita del numero di certificazioni: una soltanto nel 2003 per arrivare alle 30 totali di oggi.

Questo patrimonio oggi si arricchisce, grazie al contributo dell’innovazione e delle tecnologie dell’agricoltura 4.0.

Un ritorno alle origini ma anche una grande opportunità per rafforzare il legame tra le eccellenze agroalimentari italiane e il loro territorio. Questo legame deve diventare sempre più forte, per dare al consumatore finale maggiori garanzie. La ricetta che dà valore alle eccellenze italiane dell’agri-food è composta da più ingredienti: sostenibilità e tracciabilità, sicurezza, qualità, attenzione al benessere dell’ambiente e delle persone.  Sostenibilità anche dal punto di vista economico per assicurare il giusto reddito agli agricoltori, al sistema produttivo e all’economia del territorio, favorendo la coesione sociale delle comunità.

La prima filiera Cereal Docks con queste caratteristiche è stata quella del mais bianco, a cui si sono aggiunte nel tempo le filiere della soia e del girasole da cui si ricavano qualificate proteine vegetali e oli vegetali utilizzati, tra l’altro, nell’industria alimentare e in alcune filiere di eccellenza del made in Italy, per le quali è garantita la tracciabilità dell’alimento dal produttore al prodotto finito (carne, latte, formaggi) con particolare riguardo all’alimentazione del bestiame.

Ora, la tracciabilità di filiera fa un altro passo avanti: oltre a garantire la nazionalità del prodotto le filiere certificano anche la regione di origine: frumento e mais giallo coltivati in Veneto o in Friuli-Venezia Giulia.

L’esperienza e il know-how acquisiti nel tempo fanno sì che il sistema filiere Cereal Docks sia replicabile anche per altre tipologie di colture, confermando così il ruolo di ‘anello di congiunzione’ tra agricoltura, industria di trasformazione e, di riflesso, cliente finale.